Caterina Piola
Psicologa, specializzanda in psicoterapia presso l’Istituto di Terapia Familiare Bologna. Ho conseguito laurea con lode presso l’Università degli Studi di Padova. Attualmente lavoro come libera professionista presso il mio studio privato. Collaboro con associazioni di Parma, Padova, Milano in particolare con la Federazione nazionale della Sindrome di Prader Willi e le relative associazioni territoriali locate a Padova e Milano, fornendo supporto psicologico durante i soggiorni residenziali, e mediante attività psicoeducative, ludiche ed espressive con i ragazzi affetti dalla patologia. Coordino, inoltre, Consultami – Laboratorio apprendimenti, unico doposcuola specialistico gratuito a Parma, all’interno della Rete dei Laboratori Compiti del Comune di Parma.
Infine, collaboro con scuole dell’Emilia Romagna, con progetti di prevenzione alla dispersione scolastica, progetti di educazione affettiva e sessuale e di interventi a supporto di insegnanti.
Ho maturato esperienza nel campo dell’età evolutiva e della disabilità, anche grazie ai tirocini svolti in Neuropsichiatria Infantile e in Oncologia Pediatrica a Parma.
Ho inoltre collaborato con l’Ausl di Parma e di Piacenza nel ruolo di Promotrice della Salute nelle carceri.
Infine, partecipo a webinar in qualità di relatrice, soprattutto inerenti il tema dei Siblings.
Relazione, creatività e sguardo sistemico per un percorso individualizzato
Credo in una pratica flessibile e individualizzata, che integri approcci e metodologie diverse per rispondere in modo autentico e mirato al bisogno di ogni persona.
Un approccio centrato sulla relazione e sulla persona
Alla base del mio lavoro clinico c’è una profonda attenzione alla relazione terapeutica, considerata uno spazio sicuro in cui poter esplorare, comprendere e trasformare il proprio vissuto. Credo che sia proprio nella relazione che si possa dare significato alla sofferenza e generare cambiamento.
Sguardo sistemico-relazionale
La mia formazione si fonda sull’approccio sistemico-relazionale, che considera ogni individuo come parte di una rete complessa di relazioni significative — familiari, scolastiche, sociali. In questa prospettiva, la sofferenza non è mai solo del singolo, ma va letta e compresa nel contesto delle relazioni in cui è immerso.
Lavoro creativo e personalizzato
Uno degli elementi che porto con me nella stanza di terapia è la creatività. Lavorare con materiali, disegnare, costruire, giocare: sono strumenti che utilizzo soprattutto (ma non solo) nell’ambito dell’età evolutiva, per facilitare l’espressione emotiva e attivare risorse personali.
Formazione continua e approccio integrato
Pur avendo un orientamento sistemico-relazionale, continuo ad approfondire strumenti e teorie anche da altri approcci psicologici. Questo mi consente di adattare l’intervento alle caratteristiche uniche di ogni persona, costruendo percorsi di cura flessibili e personalizzati.
